Intervista a Guido Harari

Introdurre Guido Harari, spiegando in un paio di righe chi sia e di cosa si occupi è semplicemente impossibile. Uno dei massimi fotografi al mondo di celebrità della musica, dello spettacolo, del cinema, della cultura… E poi ancora Continua a leggere

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Intervista con Lorenzo Fazio – Chiarelettere Editore

Lorenzo Fazio è genovese, ma abita a Torino e lavora a Milano. Da giovane ha provato a fare il giornalista senza successo. Dal 1982 si occupa di editoria, prima alla Marietti (redattore), poi all’Einaudi (ufficio stampa), quindi alla Bompiani (editor Tascabili), di nuovo all’Einaudi (editor tascabili e saggistica) e infine alla Bur (direttore editoriale). Finché  Continua a leggere

Quattro chiacchiere con Luca Rastello

Luca, Rastello, Buoni, Chiarelettere, Libro

“Perché abbiamo bisogno di lui, Adrian. Tutti. Abbiamo bisogno di convivere con il male, fingendo di combatterlo, abbiamo bisogno di accettare un mondo inaccettabile che ci stritola, e abbiamo bisogno di abitarlo sotto anestesia.” “Cosa anestesia?” “La medicina che ti fa dormire mentre il chirurgo ti taglia. Abbiamo bisogno di rimandare la lotta, Adrian, ma abbiamo bisogno anche di fingere di combattere, e di amare la lotta. Abbiamo bisogno di concedere a noi stessi ancora un brandello di questa vita che in fondo non ci impegna, di tenere un francobollo di orizzonte al fondo delle nostre giornate senza cuore.” – (Luca Rastello, da I buoni)

Separatore, Grafico

Torino – Parcheggio l’auto in un primo pomeriggio di silenzio accecato dal sole. San Salvario si riduce a una vasca con poche sponde adombrate e rare anime. Fra queste, la mia. Sono in anticipo sull’orario dell’appuntamento, e il portone di casa di Luca Rastello è vicino, potrei rimanere dieci minuti in macchina ma significherebbe tirare a dadi con la sorte, per cui faccio i passi necessari a raggiungere il viale alberato più vicino e ricomincio a respirare. Qualche minuto, e mi avvio. Appena sulla soglia di una casa luminosa e accogliente mi viene offerto un té freddo estratto da una teiera riposante in frigorifero, e subito la chiacchiera volge al tema del linguaggio, per cui srotolo le idee e comincio a fare domande, approfittando dell’entuasiasmo percepibile a pelle, e del fresco della bevanda nella tazza.

Abbiamo proprio bisogno di dividere il mondo in buoni e cattivi? E’ necessario?

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