Cristiano De Andrè racconta… la versione di C.

Cristiano, De, Andrè, La, Versione, C, Libro, Fotografia, Copertina, Mondadori, Autobiografia, Giuseppe, Cristaldi, Fabrizio, Laura, ZinnoL’amica e collaboratrice Laura Zinno ha partecipato a un incontro con Cristiano De Andrè, lo scorso 1 aprile a Genova. Si è parlato di un libro, La versione di C., in uscita oggi, colmo di incontri, vita e ricordi. Quella che segue è la testimonianza di questa “chiacchierata” e dell’atmosfera di una serata molto speciale.

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Genova – Sorriso aperto, sguardo emozionato e tanta voglia di raccontarsi. E’ così che C., come lo chiamava il suo papà, si presenta alla platea attenta e trepidante dell’Auditorium del Teatro Carlo Felice di Genova in occasione dell’incontro organizzato da Panorama d’Italia, la rassegna culturale itinerante che dal 30 marzo al 2 aprile ha scelto la splendida cornice di Genova come location per incontri e letture con grandi esponenti della società e della cultura italiana.

Torna a casa Cristiano, nella sua Zena, e si sente libero di raccontare senza paure la sua versione a Gianni Poglio, giornalista di Panorama: 53 anni vissuti intensamente, carichi di esperienze anche difficili come la perdita del padre Fabrizio nel lontano 1999, solo poco tempo dopo aver realizzato la loro più importante collaborazione artistica, la tournè teatrale Mi innamoravo di tutto (e il successivo tour estivo interrotto bruscamente nel 1998 per colpa della malattia), durante la quale calcarono le scene dei più bei teatri d’Italia, e che vide Cristiano sul palco insieme a Faber non solo come polistrumentista e cantante ma anche arrangiatore di diversi pezzi del live.

“Non era la prima volta che lavoravamo insieme” racconta Cristiano, “già nel tour de L’indiano avevamo condiviso il palco, quando, insieme al mio gruppo Tempi Duri, aprivamo i suoi concerti, gli facevamo da gruppo spalla. Dopo aver suonato i pezzi assieme al gruppo, io rientravo sul palco anche durante il concerto di papà per una performance particolare: facevo il verso del cuculo, quello che si sente durante lo stacco musicale in Fiume Sand Creek. Rientravo solo per quello, e nel bel mezzo del pezzo mi ritrovavo con le mani sudate a fare generalmente una pessima figura perché questo verso non mi riusciva. E mio padre mi presentava, stizzito, come ‘il risultato di un amplesso mostruoso’. Un giorno siamo quasi arrivati alle mani, gli ho detto che fare solo quel verso non era quantomeno dignitoso per un musicista, e allora mi lasciò anche suonare la chitarra in qualche altro pezzo prima della mia performance. […] Non era facile lavorare con lui”.

Durante il tour europeo, nella data di Monaco, ci ritrovammo a passare la serata in un locale con i Tempi Duri. E, seduti al tavolo di fianco al nostro, c’erano nientemeno che i Queen, con Freddie Mercury che ballava sul tavolo! E’ stato molto divertente!”

Questi e altri aneddoti Cristiano li racconta nel suo libro La versione di C., in uscita oggi per Mondadori Electa, e che è diventato una specie di esorcismo delle paure più recondite che ancora albergavano nell’animo sensibile del cantautore.

E’ stato una specie di seduta dallo psicanalista” racconta, “mi sono davvero messo a nudo in tutte le mie insicurezze e i miei dubbi. Alla fine mi son ritrovato più forte e più vero. Il libro finisce con una lettera a mio padre: il giusto modo per riconciliarmi con il mondo.”

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Di cose buffe da raccontare ce ne sono anche tante, come quando C. decide di nascere in una tempestosa notte di dicembre mentre fuori imperversava una bufera di neve così forte da costringere sua madre, la signora Puny, al secolo Enrica Rignon, a raggiungere la clinica in slitta. Il tutto a Genova. E Cristiano, pochi minuti dopo essere venuto mondo, decide di “lasciare già il segno da subito, pisciando in testa ad una suora!”

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Ricorda la figura del nonno, Giuseppe De André, uomo severo e tutto d’un pezzo, che gli regala uno dei più grandi momenti di poesia della sua vita quando, mentre si trovava con lui a Losanna per un viaggio di lavoro, lo prende per mano e lo porta a conoscere un signore buffo, con i baffetti curati e i modi gentili, il quale lo fa sedere sulle sue ginocchia e gli racconta una storia: era Charlie Chaplin.

Tutto questo è solo un assaggio di ciò che si potrà conoscere e gustare in questo libro variopinto di colori e di storie, scritto assieme a Giuseppe Cristaldi, con prefazione di Oliviero Malaspina, che vi invitiamo a leggere in attesa della nostra prossima intervista a Cristiano. Stay tuned!

-Laura Zinno-

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