David Bowie – Cygnet Committee

Ho cominciato ad ascoltare musica, e a leggere libri, sui 33 giri e sui volumi di mio padre e di mia madre. Avevo dodici tredici anni e mi avvicinavo alla musica e alla letteratura con la curiosità vorticosa dell’adolescenza. Fra quei dischi c’era (e c’è) un vinile che si intitola Space Oddity, di David Bowie, uno dei dischi che io, nel mio piccolo mondo di individuo, amo di più. La canzone che da il titolo al lavoro è di una bellezza straziante, una storia affatto accomodante, come spesso l’arte è, accompagnata da una melodia senza tempo.. Ma in quello stesso disco ci sono molte altre perle. Una è questa, la posto qua sotto, si intitola Cygnet Commitee, e il suo lungo testo ci consegna un altrettanto lungo e memorabile finale, che in questi 30 anni da quell’adolescenza a quest’altra, a volte mi sono cantato nella testa. Penso valga la pena perpetrarlo, se ci si vuole ricordare che cosa stiamo a fare qua. A me la musica, e poi i libri, hanno aiutato sempre ad essere più felice e meno solo.

La fotografia in testa al post è di Masayoshi Sukita

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